SALDO E STRALCIO: è possibile pagare a rate?
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SALDO E STRALCIO: è possibile pagare a rate?

Nel precedente articolo abbiamo affrontato la convenienza delle operazioni di saldo e stralcio sia per il debitore che per il creditore. Ricorderete, infatti, che per il debitore il vantaggio è rappresentato sia dallo “sconto” che riesce ad ottenere, sia dall’azzerare, con un’unica transazione, tutti i propri debiti. Per il creditore, invece, il saldo e stralcio rappresenta un’opportunità per anticipare le tempistiche d’incasso e per evitare i rischi connessi ad una vendita giudiziaria.

Ovviamente, quando si parla di saldo e stralcio viene subito in mente una transazione unitaria, da effettuarsi con un pagamento in un’unica soluzione: detta ipotesi è sicuramente da preferire e consente di ottenere maggiori “sconti” dal creditore, ma spesso non è percorribile a causa delle ristrettezze finanziarie di parte debitrice. Allora ci chiediamo, è possibile effettuare un saldo e stralcio pagando a rate? La risposta è SI, ma con determinate tempistiche e a seconda delle varie condizioni in cui si trova il debito.

Pertanto, distingueremo due ipotesi: nella prima, considereremo la procedura non ancora iniziata o in fase iniziale; mentre nella seconda  andremo ad analizzare il caso in cui la procedura sia già in fase avanzata e siano già state bandite le aste.

Per ambedue le ipotesi si tengano altresì presenti altri due dati:

  • La cancellazione dell’ipoteca o del pignoramento, se presenti, avverrà solo ad esito del pagamento dell’ultima rata;
  • La cancellazione dalla centrale rischi avverrà anch’essa all’esito del pagamento dell’ultima rata, ma nel mentre andrà sempre richiesta la modifica della segnalazione sotto la dicitura “piano di rientro in corso”;
  • La procedura esecutiva, se presente, sarà solo sospesa e non estinta: sarà estinta solo al pagamento dell’ultima rata.

 

  1. Ipotesi in cui la procedura esecutiva non sia ancora iniziata o sia in fase iniziale

E’ il momento migliore per avviare una trattativa di saldo e stralcio. La procedura deve ancora iniziare, i costi sostenuti dal creditore sono minimi, le sue prospettive di recupero sono a lungo termine: vi è una grande disponibilità alla trattativa!
Questa fase si verifica quando è stato notificato il solo decreto ingiuntivo o il precetto, oppure sia stato notificato il pignoramento ma non si sia ancora celebrata l’udienza ex art. 569 cpc per l’avvio  della fase di  vendita e la nomina del CTU (il Consulente Tecnico incaricato di periziare l’immobile).

In tal caso, la proposta deve fondarsi su due pilastri:

  • Non deve prevedere una rateizzazione eccessivamente dilatoria: sia perché in caso di proposte eccessivamente dilazionate nel tempo, il creditore preferirebbe aspettare l’asta (ed essendo dunque meno propenso sia ad accettare la proposta, sia eventuali sconti); sia perché molte società di recupero crediti hanno accordi di gestione che non consentono di accettare proposte al di la di determinati archi temporali.
  • E’ sempre meglio proporre un acconto iniziale sostanzioso, pari ad almeno il 10% dell’importo totale proposto: in tal modo viene da un lato trasmessa maggiore fiducia circa il futuro regolare ammortamento del piano di rientro, dall’altro lato si viene incontro alla costante fame di liquidità dei creditori.

 

2. Ipotesi in cui la procedura esecutiva sia già in fase avanzata

Molti soggetti gravati da debiti tendono a procrastinare l’avvio delle trattative con il creditore, cullandosi della lentezza del sistema giudiziario e decidendo di avviarle solo quando la vendita è già bandita e magari si sono visti entrare in casa possibili acquirenti interessati all’immobile. Niente di più sbagliato, per molteplici motivi:

  • Costi: Il creditore, una volta celebrata le udienze 569 (udienza per la fissazione delle modalità di vendita) e 591 (udienza per la nomina del delegato e fissazione della vendita), deve sostenere comunque, transazione o meno, i costi per: CTU, custode, delegato, fondo spese, contributo per il portale delle vendite pubbliche. Sono non meno di €. 5.000, che sicuramente il creditore vorrà recuperare e che ridurranno la percentuale di sconto che sarà disponibile a concedere. Inoltre, una volta sostenuti i costi, verrà meno – tra i motivi che possono spingere un creditore alla transazione – proprio la motivazione di evitarsi costi: in buona sostanza, giunti a questo stadio, il creditore è più propenso a preferire l’asta.
  • Tempo: le attività che richiedono più tempo in una vendita esecutiva sono proprio quelle prodromiche alla vendita, quali elaborazione perizia, nomina custode, nomina delegato, fissazione della modalità di vendita e della vendita ecc. Una volta esauritasi questa fase, le aste si susseguono tra di loro in tempi molto brevi. Pertanto il creditore, fiutando la possibilità di recuperare una somma in un’unica soluzione dall’asta in tempi relativamente brevi, sarà meno propenso a concedere rateizzazioni.
  • Tempistiche derivanti dal codice di procedura civile: come detto in precedenza, quando viene fatta una transazione che prevede un piano rateale, la procedura viene estinta solo all’esito dell’ultimo pagamento. Durante il pagamento la procedura sarà solo sospesa. Orbene il codice di procedura civile consente all’art. 624 bis di sospendere la procedura esecutiva solo una volta e per massimo 24 mesi. Pertanto, la rateizzazione in tal caso potrà essere solo di 24 mesi, risultando ben più gravosa per parte debitrice.

 

In conclusione, come potete capire, non è facile presentare una proposta di saldo e stralcio rateale che possa essere accettata dal creditore, essendo presenti infinite variabili che mutano a seconda del caso. Consigliamo di rivolgervi a chi ha grande esperienza nel settore, sapendovi consigliare al meglio su come ottenere uno sconto e rendere la vostra proposta accettabile!

Consigliamo anche la presenza di avvocati, in quanto una corretta analisi giuridica è fondamentale per condurre in porto una trattativa e, oltretutto, spesso serve una costituzione in giudizio per chiedere la sospensione della procedura.

Il team della Valore Aggiunto S.r.l., composto da Avvocati ed esperti di recupero crediti con grande esperienza nelle principali aziende del settore – in collaborazione con i membri dello Studio Legale Scavo & Associati  – sapranno aiutarvi nella vostra operazione, rappresentando un partner ideale per risolvere le vostre esigenze.